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DI LUCE E OMBRE

Maggio 12 | 18:00 Maggio 25 | 23:30

Dal 12 al 25 Maggio! Alessandro Incerti.
Alcune riflessioni che sottendono alla poetica delle mie opere.
Penso che la società attuale ci porti ad indossare quotidianamente delle maschere con l’illusione di illuminare l’unica vera identità. La luce esalta un “io” omologante, patinato, alla mercé dello sguardo comune nella scena sociale, ostentazione di libertà espressiva e personalità riducendosi, al contrario, ad esaltare un narcisismo moderno, volatile. La luce, proiettata esclusivamente al di fuori di noi, ci rende incompiuti, vulnerabili, piatti. Solo illuminando dall’interno la nostra psiche, possiamo dare forma e autenticità al nostro agire, caratterizzarci nell’unicità come esseri consapevoli. Luce che crea ombra, che ci definisce, ci mette in ascolto, ci permette di trasformarci, di rinascere a nuova vita. È un po’ questo che cerco di comunicare attraverso i miei lavori figurativi, volti che si ri-velano nella fissità dei loro sguardi, attoniti, distanti dagli altri, fari che portano luce alle nostre zone d’ombra, le accettano, rigenerandoci da noi stessi.
I simboli, come l’oroboro, il giglio, il colibrì… rappresentano la possibilità di cambiamento, il desiderio, il riscatto…
Come diceva Jung “solo l’Ombra occultata e allontanata risulta realmente minacciosa, l’Ombra riconosciuta e accettata, invece, è positiva, stimolante e fonte di nuova energia psichica.Le opere in esposizione sono realizzate a tecnica mista (matite, grafite, carboncino, olio, bitume…), su tavola.Biografia
Alessandro Incerti nasce alla Spezia nel 1969 . Si Laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 1994. Pittore, illustratore e attualmente ceramista, ha al suo attivo numerose esposizioni personali e collettive in spazi pubblici e privati. Dopo aver terminato gli studi, ha svolto attività di ritrattista presso l’Agenzia Rekapito News di Firenze. Esploratore e sperimentatore, la sua agilità nel fare proprie diverse tecniche e materiali lo portano a misurarsi con poetiche distanti tra loro nel linguaggio stilistico ma coerenti nella ricerca ossessiva di un’istantanea bellezza. Ne sono un esempio lo studio sul dinamismo statico che prende corpo nella mostra Dondolando, la personale inagurata nel 1997 al teatro Gugliemi di Massa ; Tra terra e cielo (1999), cromatiche trasparenze che rivelano paesaggi dove la dimensione spazio temporale si annulla; Incontri Amorosi (2001), dove si sfumano i confini tra mondo umano e animale, tra sogno e reatà; Ricordi datati (2005), raffigurazione di oggetti del nostro passato custodi di memorie ed emozioni senza tempo; Corpi rivelati (2009), uno sguardo oltre “il velo di Maya” alla scoperta della donna, nella sua più intima essenza.
La sua identità artistica si definisce grazie alle esperienze lavorative maturate nell’ambito della formazione e dell’insegnamento.
Attualmente svolge attività di Atelierista presso i servizi Educativi di prima infanzia gestiti dalla cooperativa sociale Coopselios.