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“Oltre i 90 minuti” di F. Fontana e presentazione dell’ass.ne Spezia Calcio Popolare

Ottobre 2 | 18:30 23:30

grafica: UnaBomber

Djset di Miss Ginger & Unabomber

𝐒𝐏𝐄𝐙𝐈𝐀 𝐂𝐀𝐋𝐂𝐈𝐎 𝐏𝐎𝐏𝐎𝐋𝐀𝐑𝐄
Il nostro progetto nasce dall’unione di una 15ina di ragazzi appassionati di calcio che sia di serie A oppure di Amatori. Stufi dell’andamento delle “basse leghe” e dei settori giovanili locali decidiamo quindi che, mettendo in secondo piano l’aspetto economico, possiamo impegnarci a fare qualcosa di diverso. è così che decidiamo di fondare lo Spezia Calcio Popolare (riprendendo virtuosi esempi già esistenti in Italia ed Europa). La nostra mission è: – poter dare un settore giovanile alla portata di ogni genitore, di dare degli allenatori/educatori che mettano l’attenzione non solo sulla parte calcistica ma anche sulla crescita e l’educazione dei bimbi, dando loro per primi il buon esempio (ad oggi nessun tesserato percepisce alcun rimborso ma mette davanti la passione per questo sport che, come pochi, sa muovere la socialità. – Dare la possibilità ad ogni famiglia, che possa trovarsi in difficoltà, di far entrare il proprio figlio in modo totalmente gratuito in squadra. – Appoggiare progetti che, uscendo dall’ambito calcistico, siano d’aiuto per chi, in questo difficile momento si trovi in difficoltà (raccolte alimentari o di materiale scolastico). – Creare sinergie con realtà d’inserimento come la collaborazione fortemente voluta con i Ragazzi della Luna – Avere una prima squadra in seconda categoria (per il momento eh) che possa essere economicamente sostenibile

“𝐎𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐈 𝟗𝟎 𝐌𝐈𝐍𝐔𝐓𝐈”
Dalle gradinate della curva ovest dello stadio di Ferrara sventola un drappo che raffigura il volto di Federico Aldrovandi. A Parigi, lo stadio del quartiere di Saint-Ouen è intitolato al medico antifascista Jean-Claude Bauer, vittima dei nazisti. A Scampia i pantaloncini li portano le ragazze. Ad Amburgo, all’interno del Millerntor-Stadion c’è un enorme striscione arcobaleno. A Varese c’è Hamdi, arrivato dall’Egitto su un barcone passando per Lampedusa, che sogna di diventare come Salah. Questi sono solo alcuni dei luoghi in cui il calcio diventa portavoce di urgenti istanze sociali e se la società intera è in continua evoluzione e aperta verso nuove realtà, il calcio deve farsene interprete e manifesto. Qui il calcio si mostra fuori dal suo sistema sportivo di riferimento: è parlato, esaltato, tifato soprattutto nei momenti in cui non è giocato. Le testimonianze e le esperienze di un calcio inclusivo e lontano da violenze e business sfidano i luoghi comuni, fanno crollare tutta la letteratura di insulti e di stereotipi, scardinano l’univoca visione maschilista – bomberista – che attanaglia non solo il mondo dello sport, ma la società nella sua interezza.

FRANCESCO FONTANA è nato nel 1991 a Busto Arsizio, nel varesotto, ma risiede da sempre a Gallarate. Fin da giovanissimo ha lavorato come educatore professionale nei più svariati settori del sociale, incontrando ragazzi dalla primissima infanzia fino alla più tarda adolescenza. Il calcio e il percorso lavorativo da una parte e le tematiche sociali e civili dall’altra hanno accompagnato la sua formazione anche negli anni degli studi universitari conclusi con la laurea in Scienze dell’Educazione presso l’Università di Milano Bicocca, con una tesi incentrata proprio sulle sue esperienze personali, politiche e professionali.